A forma d’aquila

A forma d’aquila

“Beffardo, il tempo. Imperscrutabile, talvolta, nelle sue strane peregrinazioni. Matteo Camenzind, a quanto pare, lo sa bene. Per questo ci gioca, con il tempo. È attraverso il tempo che capiremo l’alternarsi delle vicende narrate in questo libro. Quattro spiragli attraverso i quali sbirciare l’evolversi degli eventi in momenti diversi. Quando Gabriel sogna di scalare la montagna e di vedere un’aquila, quando conosce Francesca e perde la testa per lei, quando intreccia la propria esistenza con quella di Erica in modo diverso da come avrebbe voluto, quando Erica è grande, quando era con Francesca. Saranno i simboli legati all’aquila a prendere il volo. Oppure il nostro pensiero.” [dalla quarta di copertina]

A forma d’aquila è il mio primo romanzo, e non mi piace dargli una categoria. Forse perché non è parte di un genere preciso, forse perché è troppo breve per capirlo. È una storia d’amore e soprattutto di confusione, che parla di vita, ma suggerendo: non è un libro morale, né un libro motivazionale.

Tra i suoi primi lettori c’è Mino Milani, di cui è la (bellissima) postfazione.

Collana: Edificare Universi
Pagine: 102
Prezzo: 12,90 €
Ebook: 5,49 €
Isbn: 9788868546229

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